FRIULI VENEZIA GIULIA – Rischio radon
La tua azienda ha già verificato gli obblighi?
L’individuazione delle aree prioritarie in Friuli Venezia Giulia interessa anche uffici, negozi e attività produttive. È il momento di verificare la situazione dei propri locali.
Invisibile e inodore, il radon è un gas radioattivo naturale che può penetrare dal terreno e accumularsi negli edifici. L’esposizione prolungata aumenta il rischio di tumore polmonare: un problema che può riguardare anche ambienti di lavoro nei quali non si utilizzano sostanze pericolose.
Il D.Lgs. 101/2020 e successive modifiche stabilisce specifici obblighi di misurazione e gestione dell’esposizione. Il Piano nazionale d’azione per il radon 2023–2032 rafforza questo percorso, promuovendo il monitoraggio, la prevenzione e il risanamento degli edifici. Per i luoghi di lavoro, il livello di riferimento è fissato a 300 Bq/m³ come media annua.
Cosa cambia per le imprese del Friuli Venezia Giulia
Con la DGR n. 1622/2024, la Regione ha individuato le aree prioritarie a rischio radon, che comprendono 51 comuni e le circoscrizioni Altipiano Ovest e Altipiano Est di Trieste. Tra i comuni interessati figurano, a titolo non esaustivo, Fogliano Redipuglia, Duino Aurisina, Sgonico, Codroipo, Campoformido, Pasian di Prato, Tavagnacco, Maniago, Aviano e Cordenons. L’elenco completo è disponibile sul sito di ARPA FVG.
Nelle aree prioritarie, gli obblighi riguardano anche i luoghi di lavoro al piano terra e semisotterranei: possono quindi essere coinvolti negozi, uffici, laboratori e reparti produttivi. Per i luoghi di lavoro sotterranei, invece, gli obblighi si applicano indipendentemente dal comune in cui si trovano. Sono inoltre previste disposizioni per stabilimenti termali e specifiche attività individuate dal Piano nazionale.
Verificare oggi per gestire correttamente il rischio
Il primo passo è capire se i locali aziendali rientrano nel campo di applicazione della normativa e se le eventuali misurazioni già disponibili sono adeguate. Quando richiesto, il monitoraggio deve determinare la concentrazione media annua: non basta una misurazione occasionale, né un richiamo generico nel DVR. I risultati devono entrare nella valutazione dei rischi e, in caso di superamento, portare alla definizione degli interventi necessari.
I tempi tecnici del monitoraggio rendono opportuno verificare subito gli adempimenti e le scadenze applicabili alla propria attività, soprattutto se la questione non è ancora stata affrontata.
Il nostro Studio è a disposizione per accompagnarvi nel percorso, dalla verifica iniziale degli obblighi alla pianificazione delle misurazioni con servizi qualificati, fino all’aggiornamento del DVR e al supporto nella gestione degli eventuali interventi.
Contattate il vostro referente di Studio per una verifica della situazione aziendale e una proposta di assistenza dedicata.
Per iniziare sono sufficienti l’indirizzo delle sedi, l’indicazione dei piani occupati e gli eventuali risultati di precedenti misurazioni.