Nuovi carrelli elevatori: evoluzione tecnologica e sicurezza

Alcune attrezzature di lavoro di utilizzo comune hanno avuto in questi anni un’importante evoluzione tecnologica in relazione alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Ma non sempre il mercato è attratto da tali innovazioni, sia per la mancanza di un’adeguata sensibilizzazione sia per la maggiore attenzione delle aziende, in questo periodo di crisi, al contenimento dei costi e all’incremento della produttività.

Se l’instabilità del carrello contrappesato è uno dei principali fattori di rischio, “l’evoluzione tecnologica ha reso disponibile un’ampia scelta di dispositivi” atti ad eliminare o a ridurre i danni correlati all’instabilità.
L’uso delle cinture di sicurezza in Europa venne reso obbligatorio sui carrelli già in uso, come su quelli di nuova costruzione, dalle Direttive 95/63/CEE e 98/37/CE (Direttiva Macchine). Tuttavia in Italia “sembra che tale soluzione non abbia ottenuto un grande successo: a differenza di altri paesi europei, non si è riscontrata una significativa riduzione del numero di tali incidenti. L’operatore, infatti, raramente indossa la cintura”.
Per far fronte a questa situazione i costruttori hanno messo a disposizione dispositivi di trattenimento alternativi e più efficaci: ad esempio i “cancelletti” per impedire che il carrellista possa finire schiacciato fra il carrello ed il suolo in caso di ribaltamento. Impedimento che è presente anche nei carrelli equipaggiati con cabine.
Tuttavia grazie all’evoluzione dell’elettronica, “oggi, si può incrementare la sicurezza in fase operativa a condizioni economiche particolarmente allettanti”.
Uno degli obiettivi prioritari, in questo senso, è quello di “limitare le funzioni della macchina a ciò che è consentito: impedendo, quindi, che l’operatore possa incorrere in pericoli dovuti a distrazione o a comportamenti non corretti”:
funzione di riduzione automatica della velocità di traslazione in curva: “se il carrellista, agendo sul pedale acceleratore, imposta una velocità di marcia idonea per una traiettoria rettilinea, quando affronta una curva, anche senza modificare la posizione originale del pedale acceleratore, vede diminuire automaticamente tale velocità”. E anche “l’accelerazione del carrello varia in funzione dell’angolo di sterzata, essendo funzione del differenziale tra la velocità attesa e quella ottenuta”;
sicurezza attiva – sistema SAS TOYOTA: è un sistema che aumenta la stabilità del carrello e del suo carico. “Per quanto riguarda il rovesciamento laterale, nei carrelli a 4 ruote, il risultato è stato ottenuto eliminando, all’occorrenza, l’effetto basculante dell’assale posteriore”. “L’eliminazione del rovesciamento longitudinale e la caduta del carico in quota sono stati ottenuti, invece, limitando l’angolo di brandeggio (movimento del montante, ndr) in avanti, la velocità di brandeggio all’indietro ed il carico sollevato in funzione dell’altezza raggiunta dalle forche”;
dispositivo per la riduzione delle prestazioni: alcune funzioni possono agire sulla velocità di traslazione e di sollevamento. Ad esempio nel caso dei carrelli elettrici CESAB premendo un pulsante “si ottiene una riduzione delle prestazioni del 10%”;
dispositivo rilevatore della presenza di persone o mezzi:  “il PAS (Pedestrian Alert System) è in grado di riconoscere appositi ‘indicatori di presenza’ (TAGs elettronici) all’interno del suo raggio di azione. Tali indicatori (con dimensioni di un normale portachiavi), possono essere trattenuti dal personale abilitato a lavorare nell’ambiente in cui opera il carrello, o essere trasportati da altri mezzi dei quali sia necessario rilevare la presenza”. Rimandando al testo della relazione, che riporta altri dettagli sul dispositivo, ricordiamo che “per rendere più efficace il sistema, è possibile far sì che entri in funzione soltanto nei luoghi prescelti. Un transponder sistemato in vicinanza della porta di accesso lo attiva o lo disattiva all’ingresso ed all’uscita. Può, inoltre, interagire con il dispositivo di riduzione della velocità di traslazione, se presente”;
videocamere: i carrelli elevatori “possono essere equipaggiati con videocamere e monitor per consentire una perfetta visibilità degli eventuali ostacoli o per agevolare il prelievo del carico”.
Dopo aver ricordato che per evitare problemi di incompatibilità, “è necessario scegliere i dispositivi sopra visti fra quelli installati od autorizzati dal costruttore del carrello”, la relazione si occupa anche di aspetti relativi alla tutela della salute degli operatori.
Fonte: puntosicuro.it

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