La manutenzione per la sicurezza sul lavoro: estratto dalla nuova Guida INAIL

Il lavoro manutentivo sottopone i lavoratori che lo fanno a rischi superiori a quelli cui sono sottoposti gli altri. L’incremento dei rischi dovuti alla manutenzione ha come conseguenza la necessità di ponderare con attenzione tale attività durante la valutazione dei rischi.
La nuova pubblicazione del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’INAIL, LA MANUTENZIONE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO E LA SICUREZZA NELLA MANUTENZIONE,disponibile gratuitamente online si pone come riferimento utile per i lavoratori della manutenzione nonché per i loro datori di lavoro e committenti per individuare i problemi specifici che si pongono laddove le operazioni di manutenzione sono esternalizzate con affidamento in appalto, dove si aggiungono i rischi da interferenza dovuti alla compresenza di lavoratori di più imprese.

Estrapoliamo dalla Guida, il capitolo che fa luce sugli effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro

Effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro
La norma EN 13306 (Terminologia della manutenzione) de?nisce la manutenzione come la «combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, eseguite durante il ciclo di vita di un elemento (apparecchiatura, impianto o luogo di lavoro) destinate a preservarlo o a riportarlo in uno stato dal quale si possa eseguire la funzione richiesta» [20]. La manutenzione si distingue in:
• manutenzione correttiva: quando è volta a riparare un sistema per renderlo nuovamente funzionante (ad esempio, aggiustando o sostituendo componenti rotti); l’azione, in tal caso, è intrapresa quando si veri?ca un guasto imprevisto;
• manutenzione preventiva: quando gli interventi di manutenzione sono eseguiti ad intervalli predeterminati o secondo criteri prestabiliti, volti a ridurre la probabilità di guasto o di degrado del funzionamento di un elemento funzionante; l’azione, in questo caso, è programmata e volta a controllare il processo di deterioramento che porta al guasto (ad esempio: sostituzione di componenti, lubri?cazione, pulizia o ispezione).

La manutenzione può incidere sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori in diversi modi:
• è essenziale per mantenere apparecchiature, impianti o luoghi di lavoro in condizioni di sicurezza e a?dabilità;
• deve essere eseguita in sicurezza, proteggendo adeguatamente dai possibili pericoli gli addetti alla manutenzione e le altre persone presenti sul luogo di lavoro.

È di?cile individuare il numero esatto di lavoratori impegnati in attività di manutenzione, perché tali attività riguardano tutti i settori lavorativi e abbracciano diversi tipi di operazioni. Nel 2010 è stata condotta una ricerca europea [32] basata sull’analisi dei dati Eurostat (dei sette anni precedenti) ricavati con la metodologia ESAW (Statistiche europee degli infortuni sul lavoro). Lo scopo è stato quello di identi?care gli infortuni legati alle operazioni di manutenzione nei diversi paesi europei (anche se i dati ottenuti riguardavano insiemi formati da un numero ridotto di paesi europei).
Nell’ambito della variabile «processo di lavoro», utile per la classificazione delle cause e delle circostanze degli infortuni, sono state scelte quattro sottocategorie connesse a quelle che possono essere considerate operazioni di manutenzione:
• con?gurazione, preparazione, installazione, montaggio, smontaggio, smantellamento;
• manutenzione, riparazione, messa a punto, regolazione;
• pulizia meccanica o manuale di zone di lavoro e macchinari;
• monitoraggio, ispezione con o senza apparecchi di monitoraggio di procedure di fabbricazione, aree di lavoro, mezzi di trasporto, attrezzature.

Il numero di infortuni legati a queste sottocategorie è stato confrontato con il numero totale di infortuni connessi a tutte le sottocategorie all’interno della variabile «processo di lavoro». Con tale scelta di sottocategorie, i dati forniti dalla ricerca indicavano che una percentuale inferiore al 10% della popolazione lavorativa attiva svolgeva compiti di manutenzione. La maggior parte degli addetti alla manutenzione era costituita da uomini (in percentuali variabili da paese a paese) e la fascia d’età più rappresentata era quella compresa fra i 30 e i 50 anni (ma anche altre fasce d’età erano rappresentate). Gli addetti alla manutenzione si trovavano con maggior frequenza in alcuni settori lavorativi (ad esempio, il numero maggiore di addetti si aveva nel settore dei servizi, seguito da quello dell’industria e da quello dell’edilizia). La manutenzione è risultata anche essere la funzione più appaltata dell’industria.

Pericoli a cui sono esposti i lavoratori operanti nella manutenzione
Gli addetti alla manutenzione, svolgendo una vasta gamma di attività di tipo diverso, possono essere esposti a numerosi pericoli sul lavoro, tra cui:
• pericoli ?sici (rumore, vibrazioni, calore e freddo eccessivi, radiazioni, elevato volume di lavoro ?sico);
• pericoli chimici (?bre di asbesto, fumi di saldatura, esposizione a sostanze pericolose in spazi limitati);
• pericoli biologici (legionella, leptospirosi);
• pericoli psicosociali (scarsa organizzazione del lavoro).

Riguardo ai pericoli ?sici, gli addetti alla manutenzione sono risultati avere una più elevata esposizione rispetto al resto della popolazione lavorativa attiva, in particolare: al rumore, alle vibrazioni, a diversi tipi di radiazioni, al calore in estate, al freddo in inverno e all’umidità. Sono risultati anche tra i più esposti alle sostanze pericolose, ai vapori e alle esalazioni.

Infortuni e malattie professionali tra i lavoratori
Gli addetti alla manutenzione possono anche essere soggetti ad ogni tipo di infortunio. I dati hanno mostrato che le percentuali di infortunio durante i lavori di manutenzione variano da paese a paese, mantenendosi tra il 15% ed il 20% di tutti gli infortuni. Inoltre, circa il 10-15% di tutti gli infortuni mortali si sono veri?cati durante l’esecuzione di operazioni di manutenzione. La maggior parte degli infortuni connessi alla manutenzione si sono verificati nelle imprese manifatturiere, edili, immobiliari e commerciali1, nel settore dell’erogazione di elettricità, gas e acqua e, in alcuni paesi, anche nel settore dell’istruzione. La maggior parte degli infortuni si sono veri?cati durante attività di manutenzione correttiva. Inoltre, gli addetti alla manutenzione sono stati le seconde vittime più frequenti di infortuni connessi al subappalto, subito dopo gli operai del settore edilizio. Studi scienti?ci indicano che le malattie professionali e i problemi di salute connessi con il lavoro (quali: asbestosi, cancro, problemi di udito e disturbi muscoloscheletrici) sono anch’essi più di?usi fra i lavoratori impegnati in attività di manutenzione [30].

I problemi di una manutenzione carente o scarsa
Anche la mancanza di manutenzione o una manutenzione inadeguata possono essere causa di situazioni pericolose, infortuni e problemi di salute. I guasti dovuti a una manutenzione carente (di veicoli, macchine industriali o agricole, impianti elettrici, estintori antincendio, impianti idrici o luoghi di lavoro) possono essere causa di conseguenze dannose per gli esseri umani e per l’ambiente.

Progettare la manutenzione, eseguirla e veri?carla
Il processo di manutenzione dovrebbe iniziare durante la fase di progettazione di un’apparecchiatura o di un impianto o durante la fase di piani?cazione di un’attività. È essenziale mettere in atto adeguate procedure di valutazione dei rischi per le operazioni di manutenzione, nonché adottare opportune misure di prevenzione al ?ne di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impegnati in simili attività. Una volta portate a termine le operazioni di manutenzione, occorre eseguire controlli speciali (veri?che e ispezioni) per garantire che la manutenzione sia stata e?ettuata correttamente e che non siano stati creati nuovi rischi. Durante l’intero processo, una buona gestione della manutenzione deve assicurare che la manutenzione sia coordinata, programmata ed eseguita correttamente come piani?cato, e che le apparecchiature o il luogo di lavoro siano lasciati in condizioni di sicurezza tali da consentire il proseguimento delle operazioni.

Fonte: Insic