INAIL – POLVERI SOTTILI

L’aria che respiriamo dovrebbe essere sottoposta a severi controlli e non superare un certo livello di sostanze inquinanti e cancerogene.

Ma non sempre è così e per questo è nato Expah (Population Exposure to Pah), il progetto finanziato dalla Comunità Europea e finalizzato a quantificare l’esposizione della popolazione alle polveri sottili (sia in ambienti outdoor che indoor), presentato di recente a Roma dall’INAIL (ex Ispesl).

Inquinamento nella media (ma non trascurabile): l’inquinamento a Roma resta un problema specialmente se si considerano i circa tre milioni di veicoli che ogni giorno attraversano la città.

A preoccupare non è solo l’aspetto ambientale, ma soprattutto quello sanitario, legato all’esposizione della popolazione alle polveri sottili.

Proprio per migliorare la qualità dell’aria in zone altamente esposte a sostanze tossicologiche, la Comunità Europea ha finanziato Expah, con lo scopo di tutelare i cittadini non solo fuori, ma anche dentro casa.

La novità dell’iniziativa si fonda su un approccio integrato in grado di mappare completamente il campo di azione di queste sostanze cancerogene.

Come e in che quantità, infatti, l’inquinamento penetra all’interno degli ambienti chiusi? Quali sono gli effetti su bambini e anziani? Queste sono proprio alcune delle domande importanti a cui Expah vuole rispondere.

L’aria di Roma: sono circa 115mila i pendolari che ogni giorno viaggiano nella Capitale. E circa due milioni e 780 i veicoli, tra autovetture private e quattro ruote, che ne percorrono le strade.

Di questa massa di motori solo 1.400 si sottopongono periodicamente ai controlli per il bollino blu.

Oltre al traffico, poi, Roma deve fare anche i conti con il riscaldamento. A oggi gli impianti centralizzati sono ancora troppo pochi: solo 25mila, di cui il 15% è a gasolio, mentre quelli individuali si aggirano intorno ai 600mila.

Nell’ambito della Capitale Expah punterà, dunque, a sponsorizzare nuove politiche per la riduzione dell’inquinamento e a mappare nuove aree, in passato considerate “non a rischio”.

Entrerà, per esempio, negli ambienti di vita quotidiana – come le scuole – per dimostrare come la presenza di polveri sottili abbia degli effetti diretti su bambini e anziani.

Il progetto: presentato come una grande scommessa per diminuire l’impatto dei cancerogeni nelle aree metropolitane e migliorare la qualità della vita nel futuro, Expah si avvale delle migliori competenze tecniche operative in questo campo. Nel territorio romano una task force composta da Regione Lazio, provincia di Roma, Arpa, Cns e INAL (ex Ispesl, con i dipartimenti Dipia e Dil dell’Istituto) risponderà ai problemi di monitoraggio e modellistica della capitale.

Gli obiettivi: dopo avere individuato e quantificato l’esposizione agli idrocarburi di bambini e anziani in un’area fortemente urbanizzata come Roma, il progetto si concentrerà successivamente su una serie di obiettivi specifichi: tra i quali la creazione di un inventario delle emissioni e la possibilità di integrare nuovi modelli in questo ambito.

Appoggiando la politica e la normativa ambientale, Expah produrrà, dunque, una nuova indagine statistica, indagando anche la qualità dell’aria negli ambienti chiusi.

Così – analizzando gli impatti dell’emissione, dispersione e trasformazione dei composti di idrocarburi poliaromatici (Ipa) – si realizzerà un miglioramento della qualità e quantità della vita.

I numeri della scommessa: di durata triennale il progetto si sviluppa su di un complesso di 27 azioni: si parte dal monitoraggio degli ambienti di interesse fino alla messa appunto di modelli di infiltrazione indoor e outdoor.

Le stime attuali parlano di circa due milioni di euro per il suo finanziamento.

La Comunità Europea, mediante lo strumento finanziario Life, si è impegnata a coprire il 48% delle spese.


Fonte: INAIL