Suicida in azienda: l'INAIL deve risarcire

Il giudice del lavoro di Venezia, Anna Menegazzo, in una causa che ha visto impegnati i legali dell’ANMIL e dell’Associazione Contromobbing di Mestre, intentata dal Sig. Polesel, marito di una lavoratrice veneziana che, nel giugno del 2006, si era uccisa gettandosi dal tetto dell’azienda di prodotti farmaceutici dove lavorava, ha stabilito con una sentenza straordinaria il nesso causale tra lo stress maturato nell’ambiente di lavoro e il suicidio della donna.

La sentenza ha previsto il pagamento, a favore del marito, degli arretrati, degli interessi di natura legale e delle spese funerarie.La causa è stata avviata dopo l’archiviazione del procedimento penale contro l’INAIL che aveva respinto la richiesta di risarcimento per i parenti della vittima. Il Tribunale di Venezia ha ritenuto di dover riconoscere il diritto al risarcimento del Sig. Polesel posto che, nel corso del dibattimento e a seguito delle ispezioni dell’INAIL, era emerso che la Sig.ra Bottacin aveva sviluppato una malattia depressiva causata dall’ambiente lavorativo e dalla quale ne era derivata la morte.

Nello specifico si sarebbe trattato di una psicopatologia depressiva da ricondurre a causa, o quantomeno concausa, dell’insalubre ambiente lavorativo. Stando a quanto riferito dal marito, infatti, la Sig.ra Bottacin viveva davvero male la vita lavorativa in una azienda dove il clima si era fatto pesante dopo un’inchiesta della magistratura per un errore (denunciato dalla stessa azienda) nella preparazione di flebo, commercializzate con etichette sbagliate.

Oltretutto, nel 2003, a seguito di un intervento per un tumore al seno, aveva subito anche un demansionamento per il quale era stata trasferita dal laboratorio e destinata ad altro incarico che prevedeva il sollevamento di pesi, peraltro a lei vietati dal medico. Successivamente la Sig.ra Bonacin aveva riavuto il posto nel laboratorio ma raccontava che le cose andavano sempre peggio e temeva di essere incolpata di qualsiasi errore nella produzione per il quale erano previste sanzioni per i dipendenti.

La sentenza potrebbe ora essere impugnata da parte dell’INAIL, ciò nonostante l’Istituto ha già versato l’importo dell’assegno funerario al Sig. Polesel e sarebbe in corso il conteggio, sulla base del Cud del 2006, dell’importo della rendita destinata al marito.

Fonte: anmil.it